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Una figlia ammalata, un padre assente, una luce fumosa che penetra in cucina durante la prima colazione – una madre che si trova a fronteggiare l’arrivo di un incendio che da innocuo e lontano si fa via via più minaccioso, fino alla necessaria evacuazione. Eppure: la più scontata delle fughe fatica ad arrivare. Una casa, ci viene detto, è pur sempre un corpo. Lasciarlo non è semplice.

Che siano ambientati in India o in America, è sempre una simile vertigine metaforica ad attraversare i racconti di Swamy: una minaccia dai contorni sfocati che brucia sulla pelle delle protagoniste e sugli intonaci delle “case” e delle relazioni che si sono costruite negli anni. Ma se l’incen