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Mathias Enard, Zona, E/o

traduzione di Yasmina Melaouah

In una notte decisiva, un viaggiatore carico di segreti prende il treno da Milano a Roma, armato di un prezioso viatico che deve vendere l’indomani a un rappresentante del Vaticano per poi – se tutto va bene – cambiare vita. Quindici anni di attività come agente dei servizi segreti nella sua Zona (prima l’Algeria poi, gradualmente, tutto il Medio Oriente) hanno consegnato a Francis Servain Mirkovič i nomi e la memoria di tutti gli attori nell’ombra (agitatori e terroristi, mercanti d’armi e trafficanti, committenti o intermediari, cervelli ed esecutori, criminali di guerra in fuga...). Ma lui stesso ha fatto la sua parte nella carneficina quando la guerra in Croazia e Bosnia lo ha catapultato nel ciclo inebriante della violenza.

Viaggio, reminiscenze, manovre, andirivieni negli arcani dell’ira degli dèi. Zeus, Atena dagli occhi glauchi e il furioso Ares guidano i ricordi del passeggero della notte. Il treno parte e, con esso, inizia un’immensa frase iterativa, circolatoria e archeologica, che esplora lo spazio-tempo per portare alla luce le tessere di tutte le guerre del Mediterraneo.

Zona